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Antonello Perillo


Caporedattore Centrale Responsabile TGR RAI della Campania.
Giornalista professionista dal 1988

Ama la famiglia, i libri, i dischi (rock, pop, jazz e new age), i film (su tutti "Blade runner"), Capri e il calcio

Filosofo (o giudice?) mancato

Tifa per Napoli e per il Napoli

⚽️ SERIE A. Perillo: “Il Napoli resta la principale anti-Juve, anche se avrei fatto un mercato diverso” | La griglia di partenza, la delusione per un calcio che non si ferma davanti al dolore

⚽️ SERIE A. Perillo: “Il Napoli resta la principale anti-Juve, anche se avrei fatto un mercato diverso” | La griglia di partenza, la delusione per un calcio che non si ferma davanti al dolore

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Avrei fatto un mercato diverso per colmare il gap da chi da anni stravince ma vedo comunque il Napoli ancora come la principale avversaria della Juventus. È vero, Inter e Juventus si sono molto rinforzate in questa sessione di mercato ma il Napoli resta squadra concreta e comunque affidata alle abilissime mani di uno dei più bravi allenatori di tutto il mondo. I nerazzurri e i rossoneri avranno comunque necessariamente bisogno di tempo per trovare amalgama e giuste organizzazioni tattiche, avendo rinnovato ampiamente i propri organici. Il Napoli di Ancelotti, invece, è la stessa squadra della scorsa stagione. Certo, bisognerà passare dai dettami tattici di mister Sarri a quelli di Ancelotti, ma il nuovo tecnico azzurro è sicuramente l’uomo più adatto, per competenza, abilità e carisma, a dare quanto prima un assetto sicuro e fermo alla squadra. Peccato solo che sul mercato siano state effettuate scelte a mio avviso non del tutto comprensibili. Il nodo portiere andava sicuramente risolto molto prima, affiancando subito il giovanissimo e talentuoso Meret con un estremo difensore di grande esperienza e di maggiore personalità rispetto a Karnezis. Ospina, insomma, andava preso almeno un mese fa. Arrivato ieri, molto difficilmente sarà impiegato da Ancelotti contro Lazio e Milan. Andava poi preso un esterno destro, in grado all’occorrenza di giocare anche sulla fascia mancina, più affidabile di Malcuit, che possiede un gran dribbling ma mostra evidenti limiti nelle fasi difensive. Erano circolati nomi davvero importanti come Vrsaljko, Arias o Darmian ma poi non se n’è fatto più nulla. Infine l’attacco: avrei preso di corsa un super bomber in grado di entrare in concorrenza con l’ottimo Milk. Per competere contro la Juve dei Cristiano Ronaldo, Dybala e Mandzukic avrebbe potuto far molto comodo un top player in più nel reparto offensivo. Mertens? Bravissimo, ma Ancelotti ha sempre -ribadisco sempre- giocato con prime punte che avevano caratteristiche fisiche e tecniche diametralmente opposte a quelle del belga. Detto questo, quantomeno non avrei mai ceduto Roberto Inlgese, che top player non è ma che almeno è una prima punta che avrebbe potuto rivelarsi utile, come ricambio, nell’arco della prossima stagione. Mi piacciono, invece, molto Fabian Ruiz e Simone Verdi: giovani di grandissima qualità. Alla fine la mia griglia di partenza è questa, ben diversa da quella della Gazzetta che vede il Napoli fuori dalla qualificazione Champions: 1) Juventus, 2) Napoli, 3) Inter, 4) Milan, 5) Roma, 6) Lazio. La possibile sorpresa? Il Torino di Mazzarri, con la coppia di attacco Zaza-Belotti, che potrebbe far bene anche nella Nazionale di Mancini. Ultimissime considerazioni: il calendario è molto difficile per il Napoli. Si parte in casa della Lazio, poi al San Paolo sarà di scena il Milan. Calma e gesso. Non si passi all’esaltazione in caso di doppia vittoria e non si cada nella disperazione se l’inizio dovesse essere stentato. E poi che delusione questa prima giornata in concomitanza con il lutto nazionale per la tragedia di Genova. Il mondo del calcio ha fatto una pessima figura. L’ennesima. Si pensa al business, ai soldi, al profitto. Bastava quanto meno rinviare di un giorno, un solo giorno, superando il sabato del dolore,  il via alla nuova stagione.

Antonello Perillo

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