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Antonello Perillo


Vice Direttore nazionale TGR RAI
Giornalista professionista dal 1988

Ama la famiglia, i libri, i dischi (rock, pop, jazz e new age), i film (su tutti "Blade runner"), Capri e il calcio

Filosofo (o giudice?) mancato

Tifa per Napoli e per il Napoli

Category: Articoli

Con Dalisi se ne va un genio assoluto


Con Dalisi se ne va un genio assoluto

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Con la scomparsa di Riccardo Dalisi Napoli ha perso un grandissimo artista e un uomo buonissimo, che amava all’infinito la sua città e i giovani dei quartieri del disagio. Un genio assoluto, che porterò sempre nel cuore. Tra i miei ricordi personali più belli, la sera del Premio Fanzago, che ci vide insieme protagonisti e che fu l’occasione per parlare a lungo con lui delle sue fantastiche opere.

Una nuova avventura professionale


Una nuova avventura professionale

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Inizia per me una nuova avventura professionale: sono stato nominato Vice Direttore nazionale della Tgr Rai. Ringrazio infinitamente il Direttore Casarin e la mia grande Azienda per la fiducia accordatami. Merito innanzitutto delle colleghe e dei colleghi di quella che sarà sempre la mia splendida redazione: la Tgr Campania, che ho avuto l’onore e la fortuna di guidare per nove lunghi, intensi e fantastici anni 

Al fianco di don Mimmo Battaglia nel dire no alla camorra


Al fianco di don Mimmo Battaglia nel dire no alla camorra

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In una bellissima intervistata rilasciata al direttore del Mattino Monga e che ho ritrovato anche nel libro di don Mimmo Battaglia “Napoli, il colore della speranza”, l’Arcivescovo parla del suo primo giorno all’ombra del Vesuvio, poco più di un anno fa: “Sono arrivato nella capitale del Mezzogiorno come un figlio del Sud, con il cuore e la mente liberi da ogni preconcetto, con la consapevolezza che per ogni altarino di camorra in questa città ve ne sono molti altri, umani, che fanno meno rumore ma tengono ACCESA LA SPERANZA”. E proprio nel segno della speranza, del riscatto, di un futuro migliore per Napoli, don Mimmo ha voluto promuovere una giornata di studi sulla camorra, dal titolo forte e allo stesso tempo quasi provocatorio: “Perché la camorra non uccida Napoli. Tu da che parte stai?”. A confronto le esperienze e le idee dei vertici della magistratura, delle forze dell’ordine, del sindaco Manfredi, di autorevolissimi rappresentanti della chiesa e della stampa. Quasi cinque ore dense di testimonianze, di racconti, di proposte.

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Nove anni vissuti con infinita passione


Nove anni vissuti con infinita passione

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Dopo 3310 giorni e quasi 10mila (diecimila!) telegiornali e altrettanti radiogiornali firmati come Caporedattore Responsabile lascio la guida della Tgr Campania, in attesa che inizi per me una nuova sfida professionale che spero si riveli altrettanto esaltante.
Ce l’ho messa tutta, grazie alla fiducia accordatami dalla mia grande Azienda, lavorando col massimo impegno e con infinita passione e provando a raccontare a 360 gradi una terra che ha mille problemi ma che al tempo stesso può farsi vanto di 550 comuni ricchi di storia, tradizioni, eccellenze e potenzialità spesso inespresse.
Ringrazio di cuore uno ad uno i miei straordinari compagni di lavoro, ai quali sarò sempre grato e legatissimo, e i tantissimi telespettatori che in questi 9 anni ci hanno accompagnato nel nostro cammino apprezzando lo sforzo per un prodotto editoriale il più possibile completo e super partes, nel puro spirito del Servizio Pubblico, consentendoci di conseguire a più riprese, per il tg delle 14 e per Buongiorno Regione, gli share più alti di tutti gli anni Duemila e di far registrare anche il successo di “Mezzogiorno Italia”, la rubrica nazionale che ho avuto l’onore di ideare e di lanciare da Napoli su RaiTre per dare spazio alle energie positive dei nostri territori.

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Addio Gianni Di Marzio, grande tecnico e brillantissimo narratore del calcio di ieri e di oggi


Addio Gianni Di Marzio, grande tecnico e brillantissimo narratore del calcio di ieri e di oggi

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Tutti lo celebrano, giustamente, come bravissimo allenatore, di grande competenza tecnica e tattica e dai grandi risultati. Ma a me piace sottolineare anche un altro aspetto di Gianni Di Marzio: la sua straordinaria abilità manifestata negli ultimi vent’anni come commentatore sportivo. Brillante più di tanti. Con le sue analisi, sempre lucidissime, fondate su una conoscenza profondissima del calcio sotto ogni aspetto e con la sua invidiabile parlantina, Gianni Di Marzio nei suoi racconti ha rappresentato -come narratore, ma direi anche come divulgatore- un perfetto trait d’union tra il calcio romantico degli Altafini, dei Rivera e poi dei Maradona e dei Paolo Rossi e il calcio meno romantico e più legato al business, ma pur sempre ultra tecnico e affascinante, dei giorni nostri. Conosceva praticamente tutti i calciatori del mondo, e ne snocciolava in ogni sua intervista pregi, difetti, potenzialità e punti critici. Un’autentica enciclopedia umana del calcio. Amatissimo da tutte le generazioni di tifosi, in particolare qui nella sua Napoli: nonni, padri, figli, nipoti. Amatissimo anche da noi giornalisti che abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo e che lo salutiamo -come fa il sottoscritto- con un affetto immenso, abbracciando la sua famiglia, e in particolare Gianluca, un fuoriclasse assoluto, proprio come il suo papà #GianniDiMarzio nel #TgrCampania lo ricorderemo nei nostri tg e nei nostri cuori

❤️ Un anno senza Giovanni e gli altri angeli di Torre del Greco


❤️ Un anno senza Giovanni e gli altri angeli di Torre del Greco

Giovanni Battiloro

È trascorso un anno senza Giovanni. Un dolore indicibile, quello sofferto dal suo papà Roberto Battiloro, nostro amatissimo amico e collega, dalla sua mamma Carmela, dalla sorella Laura. Una ferita lancinante anche per l’intera grande famiglia della Rai di Napoli. Giovanni era un figlio, un fratellino, un nipotino per tutti noi che in redazione avevamo imparato ad amarlo, a volte incontrandolo di persona e spesso attraverso i racconti del suo papà, tanto orgoglioso di lui e dei suoi progressi. Giovanni era un ragazzo splendido e solare, ma anche un reporter di razza, un bravissimo giornalista per immagini, un professionista con la P maiuscola, guidato dalla passione per il lavoro e per il suo territorio, che amava raccontare con la speranza di un futuro migliore. Quello stesso futuro che è stato improvvisamente negato a lui e ai suoi amici del cuore, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione, che hanno avuto un solo torto: quello di trovarsi su quel maledetto Ponte Morandi nel momento sbagliato. Erano le 11:36 del 14 agosto. Trecentosessantacinque giorni dopo, dalla redazione del Tgr Campania si alza più che mai forte la richiesta di giustizia e verità per Giovanni, per gli altri giovani angeli di Torre del Greco e per tutte le vittime del crollo di Genova. Roberto carissimo, ti vogliamo bene e il tuo Giovanni sarà per sempre nei nostri cuori. Non lo dimenticheremo mai e vi saremo sempre vicini con tutto l’amore del mondo.

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Il Premio Internazionale Ischia di Giornalismo lo dedico alla Tgr e alla mia splendida redazione


Il Premio Internazionale Ischia di Giornalismo lo dedico alla Tgr e alla mia splendida redazione

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Il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo è in assoluto uno dei più prestigiosi. Ringrazio infinitamente la Giuria e gli organizzatori Elio Valentino e Benedetto Valentino. Lo dedico a tutte le colleghe e a tutti i colleghi della Tgr Rai, spina dorsale del Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano. E un ringraziamento speciale va alla mia splendida redazione della Tgr Campania

⚽️ SERIE A. Perillo: “Il Napoli resta la principale anti-Juve, anche se avrei fatto un mercato diverso” | La griglia di partenza, la delusione per un calcio che non si ferma davanti al dolore


⚽️ SERIE A. Perillo: “Il Napoli resta la principale anti-Juve, anche se avrei fatto un mercato diverso” | La griglia di partenza, la delusione per un calcio che non si ferma davanti al dolore

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Avrei fatto un mercato diverso per colmare il gap da chi da anni stravince ma vedo comunque il Napoli ancora come la principale avversaria della Juventus. È vero, Inter e Juventus si sono molto rinforzate in questa sessione di mercato ma il Napoli resta squadra concreta e comunque affidata alle abilissime mani di uno dei più bravi allenatori di tutto il mondo. I nerazzurri e i rossoneri avranno comunque necessariamente bisogno di tempo per trovare amalgama e giuste organizzazioni tattiche, avendo rinnovato ampiamente i propri organici. Il Napoli di Ancelotti, invece, è la stessa squadra della scorsa stagione. Certo, bisognerà passare dai dettami tattici di mister Sarri a quelli di Ancelotti, ma il nuovo tecnico azzurro è sicuramente l’uomo più adatto, per competenza, abilità e carisma, a dare quanto prima un assetto sicuro e fermo alla squadra. Peccato solo che sul mercato siano state effettuate scelte a mio avviso non del tutto comprensibili. Il nodo portiere andava sicuramente risolto molto prima, affiancando subito il giovanissimo e talentuoso Meret con un estremo difensore di grande esperienza e di maggiore personalità rispetto a Karnezis. Ospina, insomma, andava preso almeno un mese fa. Arrivato ieri, molto difficilmente sarà impiegato da Ancelotti contro Lazio e Milan. Andava poi preso un esterno destro, in grado all’occorrenza di giocare anche sulla fascia mancina, più affidabile di Malcuit, che possiede un gran dribbling ma mostra evidenti limiti nelle fasi difensive. Erano circolati nomi davvero importanti come Vrsaljko, Arias o Darmian ma poi non se n’è fatto più nulla. Infine l’attacco: avrei preso di corsa un super bomber in grado di entrare in concorrenza con l’ottimo Milk. Per competere contro la Juve dei Cristiano Ronaldo, Dybala e Mandzukic avrebbe potuto far molto comodo un top player in più nel reparto offensivo. Mertens? Bravissimo, ma Ancelotti ha sempre -ribadisco sempre- giocato con prime punte che avevano caratteristiche fisiche e tecniche diametralmente opposte a quelle del belga. Detto questo, quantomeno non avrei mai ceduto Roberto Inlgese, che top player non è ma che almeno è una prima punta che avrebbe potuto rivelarsi utile, come ricambio, nell’arco della prossima stagione. Mi piacciono, invece, molto Fabian Ruiz e Simone Verdi: giovani di grandissima qualità. Alla fine la mia griglia di partenza è questa, ben diversa da quella della Gazzetta che vede il Napoli fuori dalla qualificazione Champions: 1) Juventus, 2) Napoli, 3) Inter, 4) Milan, 5) Roma, 6) Lazio. La possibile sorpresa? Il Torino di Mazzarri, con la coppia di attacco Zaza-Belotti, che potrebbe far bene anche nella Nazionale di Mancini. Ultimissime considerazioni: il calendario è molto difficile per il Napoli. Si parte in casa della Lazio, poi al San Paolo sarà di scena il Milan. Calma e gesso. Non si passi all’esaltazione in caso di doppia vittoria e non si cada nella disperazione se l’inizio dovesse essere stentato. E poi che delusione questa prima giornata in concomitanza con il lutto nazionale per la tragedia di Genova. Il mondo del calcio ha fatto una pessima figura. L’ennesima. Si pensa al business, ai soldi, al profitto. Bastava quanto meno rinviare di un giorno, un solo giorno, superando il sabato del dolore,  il via alla nuova stagione.

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La Tgr Campania primo organo d’informazione del Mezzogiorno


Quella volta che suggerii ad Adl il nome di Chiesa


Quella volta che suggerii ad Adl il nome di Chiesa

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Chiesa al Napoli? Una voce che gira da tempo e che mi inorgoglisce perché lo scorso gennaio ebbi modo di suggerire il nome del giovane figlio d’arte al presidente De Laurentiis, che chiacchierando con me, mio figlio Luca e altri colleghi (Antonio Sasso, Gianfranco Coppola, Enrico Varriale) disse di essere più o meno alla ricerca di un vice Callejon. Il nome che più intrigava il patron azzurro era quello di Suso, ma io non ebbi dubbi nell’insistere a sponsorizzare il nome di Chiesa, uno che punta l’avversario, salta l’uomo ma al tempo stesso è votato al sacrificio molto più del milanista. De Laurentiis mi sembrava molto incuriosito dalla mia insistenza. Chissà se non stesse già monitorando il viola tramite Giuntoli e lo scouting.
Detto questo, l’operazione Chiesa mi sembra in questo momento quasi impraticabile. Non tanto per le cifre: leggo di una valutazione vicina ai 40 milioni di euro, somma che il Napoli, soprattutto in caso di passaggio alla fase a gironi della Champions League, può anche investire se convinto fino in fondo delle qualità del ragazzo. Il problema vero è che dopo le cessioni di Bernardeschi, Borja Valero, Ilicic, Gonzalo Rodriguez e Vecino, e con il probabile addio di Kalinic, la dirigenza viola non può permettersi il lusso di un altro strappo con la propria tifoseria, che vede in Chiesa la stella del domani, se non una possibile nuova bandiera. I Della Valle, che già hanno un rapporto conflittuale con i supporter gigliati, sarebbero quasi costretti a fuggire da Firenze…
Un’alternativa a Chiesa come vice Callejon? Difficile davvero dare una risposta. Callejon piace talmente tanto a Sarri da essere stato il giocatore più impiegato nella scorsa stagione. Oltretutto ha caratteristiche fisiche tali (un super atleta dalla corsa inesauribile) che gli consentono di necessitare effettivamente di pochissimo riposo anche durante le stagioni più lunghe e faticose, come quella che si prospetta per il 2017/2018. Chiesa sarebbe sì ottima alternativa a Callejon, ma per doti naturali e gran senso della posizione potrebbe essere schierato anche come finto centravanti, come alternativa a Insigne se non come mezzala. Se non dovesse arrivare il giovane talento della Fiorentina, continuerei a lavorare su Rog, che nasce centrocampista centrale ma che Sarri sta ogni tanto sperimentando anche come esterno tattico.

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