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Antonello Perillo


Caporedattore Centrale Responsabile TGR RAI della Campania.
Giornalista professionista dal 1988

Ama la famiglia, i libri, i dischi (rock, pop, jazz e new age), i film (su tutti "Blade runner"), Capri e il calcio

Filosofo (o giudice?) mancato

Tifa per Napoli e per il Napoli

Category: Articoli

❤️ Un anno senza Giovanni e gli altri angeli di Torre del Greco


❤️ Un anno senza Giovanni e gli altri angeli di Torre del Greco

Giovanni Battiloro

È trascorso un anno senza Giovanni. Un dolore indicibile, quello sofferto dal suo papà Roberto Battiloro, nostro amatissimo amico e collega, dalla sua mamma Carmela, dalla sorella Laura. Una ferita lancinante anche per l’intera grande famiglia della Rai di Napoli. Giovanni era un figlio, un fratellino, un nipotino per tutti noi che in redazione avevamo imparato ad amarlo, a volte incontrandolo di persona e spesso attraverso i racconti del suo papà, tanto orgoglioso di lui e dei suoi progressi. Giovanni era un ragazzo splendido e solare, ma anche un reporter di razza, un bravissimo giornalista per immagini, un professionista con la P maiuscola, guidato dalla passione per il lavoro e per il suo territorio, che amava raccontare con la speranza di un futuro migliore. Quello stesso futuro che è stato improvvisamente negato a lui e ai suoi amici del cuore, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione, che hanno avuto un solo torto: quello di trovarsi su quel maledetto Ponte Morandi nel momento sbagliato. Erano le 11:36 del 14 agosto. Trecentosessantacinque giorni dopo, dalla redazione del Tgr Campania si alza più che mai forte la richiesta di giustizia e verità per Giovanni, per gli altri giovani angeli di Torre del Greco e per tutte le vittime del crollo di Genova. Roberto carissimo, ti vogliamo bene e il tuo Giovanni sarà per sempre nei nostri cuori. Non lo dimenticheremo mai e vi saremo sempre vicini con tutto l’amore del mondo.

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Il Premio Internazionale Ischia di Giornalismo lo dedico alla Tgr e alla mia splendida redazione


Il Premio Internazionale Ischia di Giornalismo lo dedico alla Tgr e alla mia splendida redazione

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Il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo è in assoluto uno dei più prestigiosi. Ringrazio infinitamente la Giuria e gli organizzatori Elio Valentino e Benedetto Valentino. Lo dedico a tutte le colleghe e a tutti i colleghi della Tgr Rai, spina dorsale del Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano. E un ringraziamento speciale va alla mia splendida redazione della Tgr Campania

⚽️ SERIE A. Perillo: “Il Napoli resta la principale anti-Juve, anche se avrei fatto un mercato diverso” | La griglia di partenza, la delusione per un calcio che non si ferma davanti al dolore


⚽️ SERIE A. Perillo: “Il Napoli resta la principale anti-Juve, anche se avrei fatto un mercato diverso” | La griglia di partenza, la delusione per un calcio che non si ferma davanti al dolore

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Avrei fatto un mercato diverso per colmare il gap da chi da anni stravince ma vedo comunque il Napoli ancora come la principale avversaria della Juventus. È vero, Inter e Juventus si sono molto rinforzate in questa sessione di mercato ma il Napoli resta squadra concreta e comunque affidata alle abilissime mani di uno dei più bravi allenatori di tutto il mondo. I nerazzurri e i rossoneri avranno comunque necessariamente bisogno di tempo per trovare amalgama e giuste organizzazioni tattiche, avendo rinnovato ampiamente i propri organici. Il Napoli di Ancelotti, invece, è la stessa squadra della scorsa stagione. Certo, bisognerà passare dai dettami tattici di mister Sarri a quelli di Ancelotti, ma il nuovo tecnico azzurro è sicuramente l’uomo più adatto, per competenza, abilità e carisma, a dare quanto prima un assetto sicuro e fermo alla squadra. Peccato solo che sul mercato siano state effettuate scelte a mio avviso non del tutto comprensibili. Il nodo portiere andava sicuramente risolto molto prima, affiancando subito il giovanissimo e talentuoso Meret con un estremo difensore di grande esperienza e di maggiore personalità rispetto a Karnezis. Ospina, insomma, andava preso almeno un mese fa. Arrivato ieri, molto difficilmente sarà impiegato da Ancelotti contro Lazio e Milan. Andava poi preso un esterno destro, in grado all’occorrenza di giocare anche sulla fascia mancina, più affidabile di Malcuit, che possiede un gran dribbling ma mostra evidenti limiti nelle fasi difensive. Erano circolati nomi davvero importanti come Vrsaljko, Arias o Darmian ma poi non se n’è fatto più nulla. Infine l’attacco: avrei preso di corsa un super bomber in grado di entrare in concorrenza con l’ottimo Milk. Per competere contro la Juve dei Cristiano Ronaldo, Dybala e Mandzukic avrebbe potuto far molto comodo un top player in più nel reparto offensivo. Mertens? Bravissimo, ma Ancelotti ha sempre -ribadisco sempre- giocato con prime punte che avevano caratteristiche fisiche e tecniche diametralmente opposte a quelle del belga. Detto questo, quantomeno non avrei mai ceduto Roberto Inlgese, che top player non è ma che almeno è una prima punta che avrebbe potuto rivelarsi utile, come ricambio, nell’arco della prossima stagione. Mi piacciono, invece, molto Fabian Ruiz e Simone Verdi: giovani di grandissima qualità. Alla fine la mia griglia di partenza è questa, ben diversa da quella della Gazzetta che vede il Napoli fuori dalla qualificazione Champions: 1) Juventus, 2) Napoli, 3) Inter, 4) Milan, 5) Roma, 6) Lazio. La possibile sorpresa? Il Torino di Mazzarri, con la coppia di attacco Zaza-Belotti, che potrebbe far bene anche nella Nazionale di Mancini. Ultimissime considerazioni: il calendario è molto difficile per il Napoli. Si parte in casa della Lazio, poi al San Paolo sarà di scena il Milan. Calma e gesso. Non si passi all’esaltazione in caso di doppia vittoria e non si cada nella disperazione se l’inizio dovesse essere stentato. E poi che delusione questa prima giornata in concomitanza con il lutto nazionale per la tragedia di Genova. Il mondo del calcio ha fatto una pessima figura. L’ennesima. Si pensa al business, ai soldi, al profitto. Bastava quanto meno rinviare di un giorno, un solo giorno, superando il sabato del dolore,  il via alla nuova stagione.

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La Tgr Campania primo organo d’informazione del Mezzogiorno


Quella volta che suggerii ad Adl il nome di Chiesa


Quella volta che suggerii ad Adl il nome di Chiesa

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Chiesa al Napoli? Una voce che gira da tempo e che mi inorgoglisce perché lo scorso gennaio ebbi modo di suggerire il nome del giovane figlio d’arte al presidente De Laurentiis, che chiacchierando con me, mio figlio Luca e altri colleghi (Antonio Sasso, Gianfranco Coppola, Enrico Varriale) disse di essere più o meno alla ricerca di un vice Callejon. Il nome che più intrigava il patron azzurro era quello di Suso, ma io non ebbi dubbi nell’insistere a sponsorizzare il nome di Chiesa, uno che punta l’avversario, salta l’uomo ma al tempo stesso è votato al sacrificio molto più del milanista. De Laurentiis mi sembrava molto incuriosito dalla mia insistenza. Chissà se non stesse già monitorando il viola tramite Giuntoli e lo scouting.
Detto questo, l’operazione Chiesa mi sembra in questo momento quasi impraticabile. Non tanto per le cifre: leggo di una valutazione vicina ai 40 milioni di euro, somma che il Napoli, soprattutto in caso di passaggio alla fase a gironi della Champions League, può anche investire se convinto fino in fondo delle qualità del ragazzo. Il problema vero è che dopo le cessioni di Bernardeschi, Borja Valero, Ilicic, Gonzalo Rodriguez e Vecino, e con il probabile addio di Kalinic, la dirigenza viola non può permettersi il lusso di un altro strappo con la propria tifoseria, che vede in Chiesa la stella del domani, se non una possibile nuova bandiera. I Della Valle, che già hanno un rapporto conflittuale con i supporter gigliati, sarebbero quasi costretti a fuggire da Firenze…
Un’alternativa a Chiesa come vice Callejon? Difficile davvero dare una risposta. Callejon piace talmente tanto a Sarri da essere stato il giocatore più impiegato nella scorsa stagione. Oltretutto ha caratteristiche fisiche tali (un super atleta dalla corsa inesauribile) che gli consentono di necessitare effettivamente di pochissimo riposo anche durante le stagioni più lunghe e faticose, come quella che si prospetta per il 2017/2018. Chiesa sarebbe sì ottima alternativa a Callejon, ma per doti naturali e gran senso della posizione potrebbe essere schierato anche come finto centravanti, come alternativa a Insigne se non come mezzala. Se non dovesse arrivare il giovane talento della Fiorentina, continuerei a lavorare su Rog, che nasce centrocampista centrale ma che Sarri sta ogni tanto sperimentando anche come esterno tattico.

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I media hanno il dovere di raccontare cosa si nasconde dietro il crimine-incendi | Parte un viaggio della Tgr Campania


I media hanno il dovere di raccontare cosa si nasconde dietro il crimine-incendi | Parte un viaggio della Tgr Campania

Giuseppe De Caro a Terzigno per viaggio nei luoghi devastati dagli incendi

Di fronte all’incredibile serie di incendi, quasi tutti di mano dolosa, che si sono sviluppati nelle ultime settimane in Campania, i media non possono fermarsi alla fredda seppur doverosa e puntuale cronaca. Un’aggressione criminale di tale portata va studiata, approfondita e denunciata con inchieste e reportage che devono partire dai luoghi più devastati dalle fiamme.
E a farlo deve essere innanzitutto chi, come il sottoscritto, ha l’onore di prestare la propria opera giornalistica per il Servizio Pubblico targato Rai.
È per questo motivo che ho deciso di avviare un viaggio della Tgr Campania che vada “oltre l’emergenza”. Quotidianamente proveremo a fare luce su chi e cosa si nasconde dietro le azioni criminali dei devastatori di boschi, pinete, campagne. E ci batteremo anche affinché si avviino quanto prima tutte le iniziative volte al recupero e al rilancio delle attività duramente colpite dal fuoco.
La prima tappa l’abbiamo fatta con Giuseppe De Caro a Terzigno, uno dei centri più colpiti dai criminali che hanno ferito il Vesuvio.
Qui il link della diretta e del servizio trasmessi nel Tg delle 14 di oggi.

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Parte “Tgr Mezzogiorno Italia”: su RaiTre ogni sabato alle 13:25 | VIDEO


Parte “Tgr Mezzogiorno Italia”: su RaiTre ogni sabato alle 13:25 | VIDEO

Mezzogiorno Italia Tgr

Oggi parte una nuova rubrica nazionale della Tgr: Mezzogiorno Italia. Uno spazio che curo personalmente, con al fianco l’intera redazione della Tgr Campania e con i contributi di tutte le redazioni regionali d’Italia.

Appuntamento ogni sabato alle 13:25 su RaiTre.

Questa nuova rubrica settimanale della Tgr, prodotta nel CPTV di Napoli con il contributo di tutte le redazioni regionali (non solo quelle del mezzogiorno), nasce con l’obiettivo di accompagnare il telespettatore in un viaggio nel sud che aiuti a scoprire aspetti, problematiche, personaggi, storie e luoghi spesso ignorati o non conosciuti adeguatamente, facendo emergere, con la leggerezza del racconto, la realtà di una parte del Paese essenziale per il futuro dell’Italia.
Cercheremo di andare aldilà dei luoghi comuni, per raccontare come è cambiato e come sta cambiando il mezzogiorno: le grandi questioni irrisolte (dalle infrastrutture alla criminalità all’eterna emergenza lavoro), e allo stesso tempo le eccellenze della cultura, della ricerca, dello spettacolo, dell’imprenditoria, le buone pratiche di aziende e amministrazioni pubbliche, le eccezionali risorse del volontariato e dell’associazionismo.
E poi, il sud che si racconta poco: le bellezze paesaggistiche, le risorse architettoniche e artistiche; il sud come luogo della fantasia e della creatività. E ancora, la grande mutazione genetica di un mezzogiorno che, da terra di emigrazione, sta diventando terra di confine e di accoglienza.
Non mancherà il racconto del sud fuori dal sud, con gli uomini e le idee di questa terra “senza confini” che si affermano in ogni parte del mondo.
Tutto questo, “mezzogiorno ITALIA” cercherà di proporlo con leggerezza, ricorrendo, quando necessario, anche all’ironia e al sorriso, sempre e comunque attraverso storie di uomini e di donne che abbiamo qualcosa da raccontare, con i giornalisti quasi in presa diretta dai luoghi significativi e con i protagonisti delle storie che di volta in volta saranno proposte.
Non sarà un magazine di tipo tradizionale. Nella ricerca di un linguaggio innovativo, particolare attenzione sarà prestata all’impostazione dei servizi, alle tecniche di ripresa e di montaggio, alla post-produzione, alla grafica che accompagnerà e sottolineerà i principali argomenti affrontati. Proprio per rafforzare l’idea del racconto e del viaggio è stata scelta una conduzione fuori dallo studio, in luoghi particolarmente suggestivi ed evocativi, con un linguaggio molto discorsivo e informale.
L’obiettivo, in definitiva, è quello di proporre un racconto il più possibile gradevole e vario, offrendo spunti di riflessione ed elementi di conoscenza, incontri con personaggi della cultura e dello spettacolo, preziose testimonianze dalle teche della Rai, storie sconosciute o dimenticate.
Il primo numero, ad esempio, accompagnerà il telespettatore in un viaggio “on the road” sulla Salerno Reggio Calabria, quasi una metafora del sud eternamente incompiuto, per poi proporre da Scampia, icona del degrado e dell’arretratezza, una bella storia di riscatto. Il sud fuori dal sud ci porterà a Londra, dove una geniale idea imprenditoriale ha fatto sbarcare la vera pizza napoletana, mentre da Rende (Cosenza) racconteremo la storia di centinaia di giovani ingegneri calabresi al lavoro in progetti di ricerca internazionale. Si parlerà poi di emigrazione, partendo dalle immagini dell’invasione “meridionale” di Torino degli anni sessanta, e con l’aiuto di uno dei maggiori studiosi dell’evoluzione demografica del paese, verrà affrontato il tema del rischio desertificazione del mezzogiorno: ogni anni è come se scomparisse una intera città di centomila abitanti.
Infine un eterno ragazzo del sud, Renzo Arbore, spiegherà come nelle strade e nei vicoli di città e paesi del sud si assista a una quotidiana “jam session”.

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Antonello Perillo: “Caro Napoli, da 90 anni ci fai sognare così…”


Antonello Perillo: “Caro Napoli, da 90 anni ci fai sognare così…”

Azzurrissimo

Il ciuccio di Fichella…
‘O Comandante Achille Lauro…
‘O lione Vinicio…
Jeppson ‘o Banco ‘e Napule…
I calzettoni giù di Omar…
Le parate di Zoff…
I tuffi del Giaguaro…
La fierezza di capitan Totonno…
Lo scandalo Gonella…
‘O core ‘ngrato di Altafini…
Didì, Vavà e Pelè site ‘a uallera e’ Canè…
Nascondino Ferlaino…
Il cappotto di cammello del Petisso…
Quel gol di Pal ‘e fierro all’Anderlecht…
La Mascella di Sassano…
Il baronetto di Posillipo…
Il calcio totale di Vinicio…
Mister 2 miliardi…
Quei colpi di testa di Beppe Gol…
Scusa Ameri, sono Ciotti, qui ha segnato Bruscolotti…
Ferradini, l’oggetto misterioso…
Braglia, Braglia, Braglia, Napoli a mitraglia…
Quella scarpa a Perugia contro Mattolini…
Quei lanci di Krol…
L’autogol di Ferrario…
Il gran rifiuto di Paolo Rossi…
Le bombe di Dirceu…
Quel gol di Di Canio contro il Milan…
Cruz, Cruz, Cruz…
Chi si è accattat a chist, ci si è accattat a chill…
Maradona è meglio ‘e Pelè…
Le magie di Diego…
Quella punizione contro la Juve…
La presa di Torino…
Orso Bianchi…
Il 10 maggio’87…
Quel gol di Renica in Coppa UEFA…
La fantastica notte di Stoccarda…
Le bombe di Careca…
La Ma.Gi.Ca…
I sette polmoni di Bagni e De Napoli…
La monetina di Alemao…
L’amaro Ramaccioni…
L’immenso Carletto Iuliano…
Ciruzzo Ferrara…
Gli stacchi di Cannavaro…
Le finte di Zola…
Il pokerissi o di Fonseca a Valencia…
Quel bidone di Prunier…
Lo stadio pieno contro il Cittadella…
Il Pampa Sosa…
Le sfuriate di Aurelio…
I titolarissimi di Mazzarri…
Quegli scatti del Pocho…
Le stoccate del Matador…
The Chaaaaammppiiiooonnnsss!!!
Aurelio via sul motorino…
Le giocate di Lorenzinho…
Ciro vive nei nostri cuori…
Il 4-3-3 di Sarri…
Il tradimento di Giudain…
Il contratto a vita di Marekiaro…

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“Una lunga notte” tutta da leggere: due bellissimi racconti di Alessandra D’Antonio e Maurizio De Giovanni


“Una lunga notte” tutta da leggere: due bellissimi racconti di Alessandra D’Antonio e Maurizio De Giovanni

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Due racconti, uno più bello dell’altro. Storie di nottate napoletane che, se le leggerete, vi resteranno impresse nella memoria e nel cuore. Un’idea davvero originale e al tempo stesso ben riuscita. Il libro che questa settimana vi consiglio s’intitola “Una lunga notte”, edizioni CentoAutori, ed è composto da due racconti separati ma uniti da un sottile filo conduttore, quello della napoletanità e di due notti a dir poco speciali. Il primo testo segna il brillantissimo esordio letterario di Alessandra D’Antonio ed ha per protagonista il giovane garzone di un bar di piazza Trieste e Trento che, tra calcio e camorra, si ritrova al centro di un’intricata storia più grande di lui. Il secondo testo porta la firma di uno degli scrittori italiani più affermati, Maurizio De Giovanni, ed è ambientato nella Napoli dell’80 scossa dal terremoto ma, come sempre, straordinariamente viva.

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Tonino Di Nunno, il Giornalista Galantuomo


Tonino Di Nunno, il Giornalista Galantuomo

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Ho avuto la fortuna di incrociare nella mia vita umana e professionale tante persone di grande spessore, che il più delle volte mi hanno insegnato qualcosa. Tra queste, sicuramente Antonio Di Nunno, il Giornalista Galantuomo per eccellenza. Appena ho appreso della sua scomparsa, a soli 69 anni, mi sono venuti in mente tanti ricordi pieni di affetto e di nostalgia. Non ho mai dimenticato, ad esempio, come mi accolse la prima volta che misi piede in Rai, nel lontano ’92: un sorriso buono e sincero, una stretta di mano sicura, un “benvenuto uagliò” che mi fece subito sentire in famiglia. E non dimenticherò mai la sua bellissima telefonata a fine febbraio del 2013, pochi giorni dopo la mia nomina a capo di quella Redazione Rai della Tgr Campania che lo aveva visto per decenni tra gli assoluti protagonisti. Mi disse di essere fiero di me, di quel ragazzo che aveva subito adocchiato, convinto che avrebbe fatto qualcosa di buono in una professione bella ma tanto insidiosa e complessa. Un Maestro di umiltà e di umanità, Tonino Di Nunno. Giornalista di razza, uomo di grande cultura, politico vero e coraggioso come se ne sono visti davvero pochi. Negli anni in cui ricoprì la carica di sindaco di Avellino andò avanti dritto per la sua strada, con le sue idee, il suo rigore, la sua limpidezza, a costo di dure battaglie e aspri scontri politici che forse contribuirono non poco a minare la sua salute. Come ha detto Anna Teresa Damiano in uno splendido servizio per il Tgr Campania, Di Nunno è stato per tutti “un esempio di onestà intellettuale, esperienza e saggezza”. Per me e per tanti colleghi (giornalisti, segretari, operatori, montatori, documentatori) della sua Redazione è stato un Amico sincero e leale, un esempio, un faro, un punto di riferimento. Faremo di tutto per onorare al meglio la sua memoria, semplicemente rispettando giorno dopo giorno quanto lui ci ha insegnato: lavorare con serietà ed onestà, con impegno e con passione.

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